Quali sono le fasi principali dell’incidente stradale?

La Ricostruzione della dinamica degli incidenti stradali prevede tra l’altro l’analisi di ciò che avviene durante tre fasi cronologicamente distinte: pre-collisione, collisione (ingaggio), post -collisione

Le fasi principali dell’evento utili alla ricostruzione della dinamica degli incidenti stradali verranno di seguito elencate,in ogni caso è utile evidenziare che non tutte le collisioni si possono suddividere nelle fasi descritte; gli eventi e le relative fasi potranno verificarsi con un ordine diverso a secondo dei vari casi della dinamica degli incidenti stradali :

1-Punto della prima possibile percezione del pericolo ovvero il luogo ed il tempo in cui il rischio o la situazione pericolosa poteva essere percepita la prima volta.

2-Punto di percezione ovvero il luogo ed il tempo in cui il rischio o la situazione pericolosa è stata percepita la prima volta. Questo punto di percezione può essere difficile da stabilire con precisione.

3-Punto di non ritorno ovvero il luogo ed il tempo oltrepassato il quale la collisione diventa a tutti gli effetti inevitabile. La relazione che intercorre tra il punto di non ritorno ed il punto della prima possibile percezione deve essere determinata al fine di rispondere ad un quesito chiave ossia : L’incidente stradale poteva essere evitato?

4-Punto di reazione del conducente ovvero il luogo ed il tempo nel quale il guidatore ha agito ad esempio frenando e/o sterzando al fine di evitare la collisione. Immediatamente prima di questo punto è collocabile il tempo di percezione-reazione del guidatore, questo tema diviene generalmente oggetto di grandi dispute riguardanti l’analisi dell’incidente stradale.

5-Punto di contatto iniziale tra i veicoli o i soggetti coinvolti ovvero il punto nel quale avviene il primo contatto durante la collisione, inclusa l’identificazione del “punto d’urto” (P.U.) o “zona di collisione”. Nel caso di investimento di un pedone intento ad attraversare la strada, essendo il punto d’urto difficile da identificare (soprattutto in assenza di una specifica formazione), tale identificazione diventa un argomento oggetto di disputa. Ciò è particolarmente vero nei casi in cui la posizione del punto d’urto viene ad influire nel calcolo della velocità di collisione del veicolo.

6-Posizione statica ( posizione di quiete) ovvero Il punto dove il veicolo raggiunge la posizione di quiete. La posizione di quiete , ovvero le modalità con le quali il veicolo ha raggiunto tale posizione (ruote bloccate, ruote che rotolano, la combinazione dei due casi ecc) costituisce l’elemento fondamentale relativamente anche per ciò che concerne l’identificazione della traiettoria percorsa nella fase post – collisione dal veicolo.

 

Identificare la traiettoria, le modalità dinamiche con le quali il veicolo ha percorso al medesima può diventare fondamentale per ciò che riguarda anche la ricostruzione ed il calcolo delle velocità di collisione dei veicoli ovvero per la ricostruzione della dinamica degli incidenti stradali ed aiutare a stabilire ad esempio chi guidava al momento dell’incidente.

Ricostruzione della dinamica degli incidenti stradali

Fondamentali della Ricostruzione della dinamica degli incidenti stradali

Il tecnico ricostruttore di incidenti stradali scegli la metodologia più adatta a secondo della natura e della complessità delle prove esistenti sulla scena dell’incidente stradale e della tipologia di incidente stradale di cui si occupa.

Inoltre, il fattore umano, genericamente individuato ad esempio per ciò che concerne il Tempo di Percezione e Reazione, riveste un elemnto fondamentale il quale merita il dovuto approfondimento.

Nel seguito dei post, esporrò sinteticamente circa le varie metodologie  utili alla ricostruzione della dinamica degli incidenti stradali, ponendo particolare attenzione a ciò che può riguardare il punto di vista di un esperto legale, di un Giudice, di un Procuratore della Repubblica, ovvero le obiezioni nei confronti delle assunzioni e delle conclusioni prodotte nella relazione di ricostruzione di incidente stradale.

Analisi basate sul principio di conservazione dell’energia cinetica

Il moto pre -collisione di un veicolo è caratterizzato anche ciò che viene comunemente definito “energia cinetica” o energia del moto, che corrisponde alla descrizione matematica dell’insieme costituito da massa e velocità del veicolo. Nel momento in cui inizia la collisione l’energia cinetica del veicolo viene “ridotta” anche  in :

1-energia dissipata sulla superficie stradale;

2-energia dissipata durante il moto incontrollato, moto aberrante (deriva, scarrocciamento);

3-energia impiegata in deformazione delle strutture del veicolo o altri oggetti;

4-energia “trasferita” per urti contro manufatti, pali illuminazione, recinzioni, muri.

Quando il veicolo raggiunge la posizione statica la sua energia cinetica è pari a zero.

Il metodo di ricostruzione della velocità pre-collsione di un veicolo prevede anche una analisi di calcolo atta ad isolare ogni singolo evento, determinarne la relativa dissipazione di energia ottenendo così una velocità equivalente necessaria a produrre l’energia così dissipata.

Al fine di calcolare la velocità pre-collisione del veicolo, le velocità equivalenti (relative al singolo vento) così calcolate vengono sommate in quella che viene conosciuta come “equazione della somma delle velocità”.

Poiché di solito parte dell’energia non è effettivamente calcolabile , il risultato di tale equazione si farà riferimento ad una velocità minima e non ad una esatta velocità di collisione.

Analisi Energia – Velocità calcolata in base alla lunghezza delle tracce di attrito prodotte dai pneumatici.

In un incidente stradale la perdita di energia (e relativa velocità) avviene anche attraverso la dissipazione della stessa sulla superficie stradale, generando tracce visibili di pneumatico ( pattinamento , ABS, scarrocciamento, etc).

In questi casi la velocità equivalente dipende dal coefficiente d’attrito (drag factor ) “f” con i dovuti aggiustamenti dovuti ad efficienza frenante, pendenza ecc., la distanza “d” lungo la quale si è verificata la decelerazione.

Tali misurazioni possono essere utilizzate per * calcolare la velocità minima necessaria per produrre le tracce di frenata in questione utilizzando l’equazione : V (km/h) = √(254 *(f)* (d)
Un semplice calcolatore online lo potete trovare sul mio sito al seguente link

Calcola Velocità da Tracce Frenata

Questa equazione è stata validata in numerosissimi studi e pubblicazioni scientifiche (1) ed è parte integrante di ogni manuale di investigazione degli incidenti stradali.

Alcune tra le caratteristiche di rilievo  dell’equazione  V (km/h) = √(254 *(f)* (d) :
a) Non so necessarie informazioni relative al veicolo ( modello di veicolo, peso ecc) in quanto la formula deriva dalla formula dell’energia cinetica, ovvero della fisica relativa all’ attrito presente nell’ interazione tra ruota e strada.
b) Modifiche significative nei dati producono variazioni trascurabili nel valore della velocità calcolata; il risultato non è sensibile alla “ precisione” dei dati inseriti all’ interno dell’equazione.
c)L’equazione è riconosciuta ed accettata nei tribunali e validata dalla comunità scientifica internazionale.
d)Poichè le tracce di frenata iniziano a manifestarsi dopo che si è dato seguito all’ azione frenante stessa, il risultato ottenuto sarà comunque relativo ad una velocità sottostimata ovvero una velocità minima.

Nel prossimo post, della serie  alla Ricostruzione della dinamica degli incidenti stradali – Manuale di base per il legale  descriveremo sinteticamente come misurare il “drag factor”, continuate a seguirmi.

Ricostruzione Incidenti Stradali

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