Chi guidava al momento dell’incidente? Oltre ogni ragionevole dubbio.

Per completare l’istruzione del fascicolo che verrà usato poi nel corso del procedimento penale il procuratore si avvale anche delle risultanze che emergono dal rapporto di polizia e/o della relazione di consulenza tecnica di ricostruzione di incidente stradale.

Tuttavia, anche quando ad esempio i calcoli relativi alla velocità sono corretti e basati su solide basi scientifiche, il legale può avere elementi a suo favore per mettere in dubbio l’identità del guidatore ovvero sulla necessità di ricostruire chi fosse alla guida al momento dell’incidente ( si pensi ad esempio ad un caso di pirata della strada che investe un pedone).

La difesa spesso solleva tali obiezioni quando le indagini sono state concluse ed il veicolo presumibilmente coinvolto è stato già dissequestrato quindi verosimilmente non più nella disponibilità degli investigatori.

 

L’investigatore preposto alle indagini relative ad un possibile caso di omicidio stradale, durante le fasi iniziali del proprio intervento dovrebbe già acquisire tutti quegli elementi utili a documentare “chi fosse alla guida del veicolo” coinvolto nella collisione tramite :

  • Analisi di eventuali testimonianze atte ad indicare chi fosse alla guida del veicolo nella fasi precedenti ed in quelle successive alla collisione.
  • Analisi delle testimonianze relative al personale di pronto intervento quale ad esempio i Vigili del Fuoco, il personale medico e paramedico ecc.
  • Dichiarazioni del personale di pronto soccorso il quale può aver sentito il presunto conducente fare ammissioni relative al fatto che egli stesso si trovasse alla guida al momento dell’incidente. Dichiarazioni rese dal soggetto al personale di pronto soccorso durante la redazione del referto.
  • Elementi di prova e medicina in ambito forense atti ad identificare il guidatore quali impronte digitali, capelli, sangue, impronte della suola delle scarpe ecc.
  • Corrispondenza tra l’eziologia delle lesioni subite dall’occupante ed i danni e le tracce presenti all’interno dell’abitacolo del veicolo.
  • Elementi di prova rilevabili tramite l’analisi dei dispositivi di sicurezza del veicolo quali cinture di sicurezza, air bags.
  • Elementi di prova relativi all’eventuale contatto con i vetri ed i cristalli del veicolo quali ad esempio lacerazioni dovute al contatto tra occupante e cristallo parabrezza, presenza sulla cute di “taglietti” causati dal contatto con i frammenti del vetro temperato dei finestrini.
  • Applicazione della  medesima procedura sin qui descritta anche nei confronti degli altri occupanti del veicolo in modo tale da avere elementi tecnici utili a poter “escludere” la loro presenza alla guida al momento dell’incidente stradale.

Acquisire gli elementi di prova

Elementi di prova possono esse acquisiti analizzando anche la collisione tra il capo del conducente ed il cristallo parabrezza. Tali collisioni descrivono una tipologia di danno sul parabrezza definita a “ragnatela”.

Rotazioni improvvise causate ad esempio dall’impatto di un autovettura contro un mezzo pesante, scaraventano il veicolo così velocemente da fare collidere il guidatore dell’autovettura con altre parti dell’abitacolo prima ancora di andare ad impattare contro il parabrezza.

Senza ricostruire la collisione, alcuni capelli repertati incastrati nelle fratture del cristallo parabrezza (lato interno) possono essere attribuiti alla collisione contro il parabrezza da parte del passeggero .

chi guidava il veicolo

Ho bisogno di un consulente ricostruttore di incidenti stradali qualificato?

Se l’identificazione del guidatore dovesse rappresentare uno dei quesiti principali , rispondere alle seguenti domande può aiutare a capire se sia questo il caso di chiedere l’ausilio di un ricostruttore di incidenti stradali qualificato con esperienza nell’analisi della cinematica dell’occupante :
1. Il veicolo è ancora custodito in un deposito giudiziario?
2 Sono state acquisite e custodite le scarpe del probabile /sospetto conducente?
3 E’ stato acquisito e custodito l’abbigliamento?
4 Vi sono fotografie degli interni del veicolo?
5 Sono state fotografate le lesioni e le ferrite del sospetto conducente, incluse le zone non interessate a lacerazioni o ferite apparenti?
6 Vi sono fotografie dell’esame autoptico o altre foto delle ferite e lesioni del presunto guidatore ?

Per anticipare tale eventuale linea legale di difesa, il procuratore dovrebbe assicurarsi  che tutte le prove indicate in precedenza vengano correttamente acquisite ed analizzate sin dalle fasi iniziali dell’investigazione e quindi della ricostruzione dell’incidente stradale.

 Altri 29 elementi utili ad identificare il guidatore.

Rapporti di esami di medicina legale, autopsie, possono fornire le basi sulle quali un esperto può procedere a stabilire chi fosse alla guida del veicolo al momento della collisione.

Oltre agli altri elementi già descritti in precedenza abbiamo anche:
1) impronte da collisione contro il volante” localizzabili sul torace;
2) contatto tra la testa ed il montante anteriore superiore ( supporto tetto);
3) impronte di sangue all’interno del veicolo;
4) impronte digitali sul volante, chiavi, leve di comando, interruttori luci, specchietti retrovisori, leva del cambio;
5) testimoni oculari delle fasi precedenti o successive all’evento;
6) macchie di sangue nella zona lato conducente del veicolo;
7) lesioni alle ginocchia a seguito del contatto con la plancia;
8) impronte di attrito , abrasioni, compatibili con l’utilizzo delle cinture di sicurezza;
9) filamenti di tessuto “fusi” sul materiale con il quale sono costruite le cinture o la plancia;
10) esame ed analisi forense attivazione sistema air bags;
11) abrasioni da contatto con il rivestimento del tetto (copricielo);
12) esame forense delle fratture del parabrezza;
13) posizione del sedile;
14) impronte della pedaliera sulla suola delle scarpe;
15) impronte scarpe sul plancia (espulsione dal veicolo sinistra>destra);
16) impossibilità di azionare il cambio manuale;
17) fibre del tessuto dei vestiti incastrate nelle parti danneggiate della plancia, comandi ecc.;
18) ferite alle costole compatibili con l’urto contro il pannello della porta;
19) lacerazioni al volto compatibili con il contatto contro il parabrezza;
20) tagli o numerosi tagli di piccolo dimensioni compatibili con l’implosione dei frammenti dei vetri temperati laterali;
21) impronte di denti sulle parti interne in materiale plastico;
22) danni allo specchietto retrovisore interno attribuibili all’impatto della testa;
23) impronte di lesioni sulle gambe attribuibili al contatto con la leva del cambio;
24) impronte di lesione sulle gambe attribuibili al contatto con la maniglia della porta;
25) effetti personali al di sotto del sedile;
26) capelli e peli incastrati nel parabrezza;
27) ricevute di pagamento carburante, registrazioni video esercizio commerciale stazioni di servizio;
28) fibre di tessuto dei vestiti incastrate al tessuto del sedile;
29) danni di rottura dei pedali compatibili con le lesioni agli arti inferiori.

Note: La difficoltà ad individuare gli “ indicatori” già descritti in precedenza non deve automaticamente indurre a concludere che una determinata persona non si trovasse alla guida al momento della collisione.
In qualche caso, le prove possono non essere state rilevate, acquisite e documentate dagli investigatori o identificate tramite le dichiarazioni testimoniali.
Oppure, semplicemente la particolare collisione non ha generato questa tipologia di prove utili a individuare chi il conducente.

 

Continuate a seguirmi, scrivetemi anche semplicemente per  farmi  conoscere le vostre idee al riguardo.

 

Nei prossimi post continuerò  la serie  “Ricostruzione incidenti – guida di base per il legale”.

 

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