La velocità (energia) necessaria a creare deformazioni permanenti su un veicolo può essere analizzata comparando gli esiti dei crash test ovvero di collisioni tra autoveicoli realizzate ai fini di studio per cui, in line di massima è possibile procedere al calcolo velocità da danno del veicolo ed alla ricostruzione della dinamica degli incidenti stradali.

I costruttori di automobili effettuano ciclicamente crash test con lo scopo di valutare la “ resistenza” del veicolo sottoponendo lo stesso ad urti aventi diverse configurazioni di sinistri stradali quali ad esempio urto frontale, urto laterale, urto anteriore, urto posteriore, urto contro ostacolo fisso (palo) ecc.,

Ivan Macella Formazione IPTM New York Police Academy
Ivan Macella Formazione IPTM presso New York Police Academy (2012)

Tali crash test forniscono anche dati relativi a quella che comunemente viene definita “costante di resistenza” ovvero forniscono numeri i quali descrivono matematicamente come può la velocità di collisione di un veicolo essere in messa relazione al danno permanente prodotto sulle strutture del veicolo stesso.

I database  utilizzati anche nella ricostruzione incidenti stradali realizzati, contengono i dati relativi a tali caratteristiche del veicolo le quali consentono di calcolare  al ricostruttore di incidenti stradali di determinare una velocità di collisione equivalente, ovvero la velocità necessaria a produrre sul veicolo il determinato profilo di danno “crush” Tali informazioni vengono richieste anche   ai fini della  perizia biomeccanica,  richiesta dallo studio legale o del medico legale che necessita di determinare i punti di invalidità a maggior ragione per invalidità permanente.

Validità del calcolo della velocità da danno veicolo

Affinchè tale procedimento sia valido, occorre una specifica formazione in modo tale che la dimensione della regione di danno da utilizzare nell’equazione di “Crush” venga misurata osservando scrupolosamente quanto prescritto nel protocollo ufficiale (Tsumbas and Smith,“Measuring Protocol for Quantifying Vehicle Damage from an Energy Basis Point of View,”S.A.E.# 880072.).

Il calcolo della velocità basato sul rilievo della deformazione permanente e sulla dimensione della regione di danno sul veicolo può essere eseguito manualmente utilizzando un algoritmo formulato quale parte integrante del software EDCRASH, oppure utilizzando i vari software per la ricostruzione degli incidenti stradali disponibili sul mercato.

calcolo velocità del veicolo dopo incidente

Misure protocollo “crush” relativo a collisione frontale. La profondità di crush viene misurata su ogni zona partendo dal riferimento dimensionale fornito dalla sagoma originaria non deformata del veicolo (linea tratteggiata ).

Energia di deformazione

Il calcolo dell’energia di deformazione della regione di danno ( e velocità equivalente) viene eseguito utilizzando un modello atto a  definire le deformazioni presenti sul veicolo danneggiato e le relative  “zone di danno” per poi determinare l’energia necessaria a produrre il danno  ovvero e le deformazioni rilevabili su ogni zona danneggiata.

La dimensione dell’ intrusione all’interno di ogni zona della struttura del veicolo interessato all’urto viene definita come profondità della regione di danno. La cosiddetta profondità della regione di danno deve essere misurata secondo modalità le quali devono necessariamente rispettare uno specifico protocollo coerente con quello relativo alle misurazioni effettuate durante il crash test originale.

In fine, le cosiddette “zone di danno” vengono considerate nel loro insieme in modo tale da calcolare una velocità equivalente a produrre sul veicolo il danno determinato da utiliizare ai fini ancche del riscontro del calcolo   della velocità pre urto.

Misurare danno veicolo

Limitazioni  ed utilizzo calcolo della velocità da danno veicolo

A causa di mancanza di specifico ( e validato) addestramento alcuni ricostruttori non utilizzano tale metodo di analisi (Crush Analysis), tale metodo è generalmente accettato nella comunità scientifica internazionale per cui non andrebbe genericamente sottovalutato o escluso a priori purchè non si incorra in eccessive semplificazioni non basate sul rigore scientifico.

Importante : senza i dati di “resistenza strutturale” ottenuti tramite crash test validati, senza una specifica formazione nella ricostruzione degli incidenti stradali, ovvero applicando il metodo al di fuori dei rigorosi limiti e parametri dettati nel protocollo già citato in precedenza, i risultati ottenuti non sono validi ovvero non supportati dal rigore scientifico.

Velocità urto contro palo o tronco di un albero

Attraverso l’analisi (secondo lo specifico protocollo) dell’analisi della regione di danno sul veicolo e/o la rottura del palo è possibile calcolare la velocità di collisione equivalente.

Alcune ricerche effettuate da parte da Università e Società telefoniche negli USA hanno analizzato la relazione esistente tra il grado e modalità di rottura di pali in legno e metallo e velocità di collisione del veicolo al momento dell’impatto contro il palo di utilità pubblica.

Il risultato di tali ricerche ha permesso di stilare un database contenente i dati ottenuti attraverso tali sperimentazioni.

incidente contro un palo o albero

Le ricerche relative alla collisione tra veicoli e pali di servizio e pubblica utilità (pali di telefonia, pali trasporto energia elettrica) hanno consentito di scrivere alcune equazioni empiriche le quali mettono in relazione la profondità e la penetrazione del danno con la velocità di collisione del veicolo.

Tali equazioni empiriche possono essere utilizzate al fine di ottenere un range relativamente limitato di velocità di collisione del veicolo contro il palo compatibili con l’entità e del danno rilevabile sul veicolo stesso.

 

Perito calcolo velocità da danno veicolo

Principalmente, il danno subito dal palo dovrebbe essere fotografato e misurato ( ad esempio, relativamente alla regione di danni l’ altezza dal suolo, il diametro del palo  ecc.) , inoltre, per i pali andrebbe determinata la data di fabbricazione  al fine di considerarne anche il grado di deterioramento.  A volte, potrebbe essere necessario svolgere alcune analisi su campioni prelevati dal palo danneggiatosi a seguito della collisione.

In alcuni casi, la collisione contro un albero può anche venire matematicamente analizzata utilizzando le medesime equazioni adottate per la collisione contro i pali di utilità pubblica purché venga prestata attenzione circa l’analogia dal punto di vista dei parametri tecnici tra la specificità dell’impatto contro l’albero, ovvero che la fattispecie rispecchi  i criteri e le metodologie adottate a seguito delle sperimentazioni relative alla collisione tra veicolo e palo.

 

Somma di Velocità negli incidenti con più collisioni

Una volta che le singole collisioni sono state analizzate ed è stata determinata la velocità equivalente all’energia in ogni singola collisione, le velocità vengono sommate tramite l’utilizzo della specifica equazione utile a calcolare o semplicemente a sommare i valori relativi ai singoli eventi

omma velocità collisioni multiple

 

Il ricostruttore di incidenti stradali potrebbe per vari motivi, non essere in grado di calcolare l’energia dissipata durante ogni singola circostanza riconducibile alla medesimo evento, difatti vi può essere una mancanza di sufficienti elementi tecnici ai fini di una corretta quantificazione della dissipazione di energia , mancanza specifici test attinenti alla collisione analizzata ecc.

Ad esempio, potrebbe non essere possibile analizzare uno specifico evento quale l’abbattimento di un palo della segnaletica stradale, l’urto contro un reticolato, oltrepassare con il veicolo un cordolo o un manufatto in rilevo rispetto alla superficie stradale, collidere contro un albero e sradicarlo sradicare un ecc.

Piuttosto che sfociare nel mero campo delle ipotesi o assumere di valori del tutto ipotetici, il ricostruttore di incidenti stradali dovrebbe semplicemente limitarsi indicare che tale “evento particolare” non andrà a far parte del computo della velocità in questione, quindi non andrà a comporre il totale dell’ energia dissipata durante i vari eventi della collisione.

Per questo motivo, la somma dell’insieme delle velocità fornirà una stima di una velocità minima.

 

Personalmente, ritengo che sia sempre meglio evitare di assumere valori ipotetici o peggio ancora frutto di grossolana approssimazione, difatti, seguendo sempre un metodo scientifico si evita di compromettere la credibilità e l’attendibilità dell’intera ricostruzione dell’incidente stradale o ancora peggio di consentire ad una parte in causa di “distrarre l’attenzione” dal merito dell’analisi dell’incidente stradale spostando il contraddittorio esclusivamente su tali dati non supportati da riscontro scientifico.

La corretta procedura è quella di evitare categoricamente di adottare valori non supportati da riscontro scientifico e procedere al calcolo di una velocità minima.

L’equazione della somma di velocità è ampiamente accettata e fa parte delle equazioni di base presente nei testi dedicati alla ricostruzione degli incidenti stradali.

Tale metodo viene indicato anche come metodo della conservazione dell’energia poiché in questo modo, si procede alla somma dell’energia dissipata durante il verificarsi di ogni singolo evento riferibile alla collisione oggetto d’analisi.

Diversamente per ciò che riguarda la velocità calcolata tramite l’analisi delle tracce di scarrocciamento

Nel prossimo post, della serie  alla Ricostruzione della dinamica degli incidenti stradali – Manuale di base per il legale   scriverò della quantificazione della velocità pre urto tramite l’equazione basata sulla  quantità di moto, continuate a seguirmi.

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